Il punto191 | Memoria in marcia

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auto-0243-kgXB-U43310404146850IbE-593x443@Corriere-Web-SezioniMemoria in marcia. È il nome dell’iniziativa organizzata dall’Associazione “Quarto Savona Quindici” in collaborazione con la Polizia di Stato, annunciata alla Fiera del Libro di Milano. Un nome esemplificativo, profondo, che scuote gli animi, alla vista della memoria stropicciata di quella Fiat Croma che ha potuto osservare spegnersi le vite degli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. In occasione del venticinquesimo anniversario della strage di Capaci, il progetto ha previsto il trasferimento dell’autovettura da Peschiera del Garda a Palermo, passando per Pistoia, Riccione e Napoli, dove approderà dal 10 al 12 maggio.

Una marcia per non dimenticare, una marcia per ricordare, soffermare, far riflettere, di fronte un oggetto inerte che vorrebbe urlare, tra le lamiere contorte di un’auto blindata, esplosa sull’autostrada Palermo-Mazzara del Vallo il 20 maggio del 1992.

«Quell’auto per me e per i miei figli rappresenta la tomba di Antonio, dove sono racchiusi i suoi ultimi pensieri e il suo sangue e continuare a farla camminare è il simbolo che la mafia ha perso, perché dopo 25 anni noi siamo qui a ricordare gli uomini dello Stato, mentre i mafiosi non sono nessuno e non meritano neanche di essere nominati», ha esordito Tina Montinaro, moglie del caposcorta e presidente dell’Associazione “Quarto Savona Quindici”, durante la presentazione dell’iniziativa a “Tempo di Libri” insieme al giornalista Lirio Abbate e Giampaolo Trevisi, direttore della Scuola di Peschiera.

Un simbolo che marcia tra le strade di un’Italia furiosa, portando con sé sospiri, delusioni, ma anche un fiore di speranza in una primavera inoltrata.

«Voi giovani non avete scuse perché nelle scuole oggi si parla di mafia, e sapete che non esiste solo in Sicilia ma in tutta Italia. Per questo vi chiedo: siate vigili e non indifferenti, fate la cosa giusta ogni giorno e mi piace pensare che siete voi la scorta di questa Italia», ha concluso la vedova dell’agente in un appello accorato rivolto agli studenti che la ascoltavano. Un’eco profonda e dolorosa, di fronte a un simbolo struggente ma forte, prepotente, che vuol scuotere gli animi di chi spesso, troppo spesso, chiude gli occhi di fronte al dolore, alla verità.

La teca contenente la Fiat Croma blindata, dopo il suo rientro a Palermo il 20 maggio, farà un’ultima tappa alla Caserma Lungaro, il luogo che ha visto gli agenti uscire per l’ultima volta prima dell’attentato.

Infine, il 23 maggio, si sposterà nel “giardino della memoria”, che sorge laddove tutto è iniziato e finito nella terribile esplosione, terminando quella “marcia della memoria” che, in fondo, non si concluderà mai.

 

Rita Annunziata

 

 

Link di approfondimento:

“Mafia: l’auto della scorta di Falcone tornerà a Palermo il 20 maggio”, sul ‘Corriere della Sera’.

“Memoria in marcia: auto scorta di Falcone farà tappe da Peschiera a Palermo”, su ‘Repubblica tv’.

“La memoria in marcia”, l’auto del capo scorta di Falcone a Napoli, su ‘Napoli today’.

Il punto190 | Le donne nella mafia

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Checché se ne dica, le donne fanno parte della mafia. Sono pienamente inserite nelle cosche, partecipano ai delitti di associazione mafiosa.
Nella camorra la presenza femminile risale alle origini della stessa, al punto che sin dall’800 le donne svolgono attività clandestine come il contrabbando di sigarette, giungendo sino alla gestione di interi settori criminali.
Come è possibile che la loro presenza non sia stata presa in considerazione? Continua a leggere

A Napoli due giorni di dibattiti su sicurezza e legalità in città

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La sicurezza e la legalità ma anche la proposta della liberalizzazione delle droghe leggere: sono i temi di un convegno internazionale che si terrà nell’Istituto per gli Studi Filosofici a Palazzo Serra di Cassano (via Monte di Dio, 14) venerdì 5 e sabato 6 maggio 2017, organizzato da Gesco. Tra i nomi in programma, il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, il senatore Benedetto Della Vedova, il filosofo Isaia Sales, il giurista uruguaiano Fernando Rovira, il sostituto procuratore della Repubblica Henry John Woodcock, il direttore del Dipartimento Farmacodipendenze della Asl di Napoli Stefano Vecchio, il presidente di Gesco Sergio D’Angelo e il magistrato Nicola Quatrano, presidente di Ossin, Osservatorio internazionale per i diritti, che ha ideato l’iniziativa.

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Napoli, nessuna soluzione per chi vive nell’amianto

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Napoli – Ancora nessuna soluzione per i residenti dei bipiani di Ponticelli, complesso residenziale completamente costruito in amianto. Il campo di via Isidoro Fuertes – composto da dodici blocchi di prefabbricati, ognuno con quattro unità abitative – ospita circa 380 persone. Eretto dopo l’emergenza del terremoto del 1980, doveva essere momentaneo.

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