Mafia, nuove minacce a Paolo Borrometi alla vigilia del processo (Articolo 21)

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Mafia. Nuove minacce a Paolo Borrometi alla vigilia del processo. Da non sottovalutare

“Non ti occupare di me, altrimenti ti rompo il c…”, così il boss Salvatore Giugliano, attraverso il profilo Facebook del figlio, ha minacciato il giornalista Paolo Borrometi, direttore del sito La Spia ,collaboratore dell’Agenzia Italia e responsabile del “progetto Legalità” di Articolo 21. Il suo “avvertimento” che sarebbe stato grave comunque e contro chiunque, diventa ancora più inquietante se il bersaglio è un cronista costretto a vivere sotto scorta perché considerato uno dei possibili obiettivi dei clan del ragusano. Borrometti, infatti, con le sue puntuali e documentate inchieste, ha disturbato e ancora disturba, chi ha bisogno del buio per concludere il malaffare, magari con la silenziosa complicità di chi con la mafia tratta e contratta.

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Valenzano, blitz della polizia per la mongolfiera: l’Antimafia indaga

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Valenzano, blitz della polizia per la mongolfiera. E il sindaco attacca il Pd per la denuncia sui clan

Sale sul palco e si accalora. “Ci devono chiedere scusa – grida il sindaco di Valenzano, Antonio Lomoro, eletto con il centrodestra – Ci devono chiedere scusa per aver fatto passare Valenzano per un paese mafioso, ma faranno i conti”. Il primo cittadino la prende sul personale. La denuncia del deputato pd Dario Ginefra, con tanto di interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sulla presenza, durante la festa patronale di San Rocco, di una mongolfiera sponsorizzata dalla famiglia Buscemi, legata al clan degli Stramaglia, non va giù al sindaco.

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Valenzano, l’Antimafia indaga sulla mongolfiera del clan

La commissione parlamentare antimafia approfondirà il caso Valenzano. Lo annuncia la presidente Rosy Bindi, che sta seguendo quanto sta accadendo nella cittadina barese. “Lo faremo – dice la presidente a Repubblica – così come abbiamo fatto in casi simili. Penso ai funerali dei Casamonica o agli inchini delle processioni davanti alle case dei mafiosi, in Calabria e in Sicilia. Sono casi che riguardano direttamente quello che è il nostro lavoro”.

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Cannabis, le posizioni sulla legalizzazione

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“Credo che una legalizzazione intelligente delle droghe leggere possa evitare il danno peggiore per i ragazzi, cioè entrare in contatto con ambienti della criminalità”. Raffaele Cantone, magistrato e presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, si schiera nel dibattito sulla legalizzazione della cannabis, tema che alla ripresa di settembre tornerà all’esame della Camera.

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Dopo lo stop di Nicola Gratteri, c’è un’altra voce fuori dal coro dei consensi della magistratura antimafia alla liberalizzazione delle droghe leggere. È quella di Catello Maresca, 42enne pm di punta della Dda di Napoli, l’autore della cattura del boss superlatitante Michele Zagaria e di una polemica non priva di strascichi su Libera e il suo monopolio di fatto nella gestione dei beni confiscati. Maresca nuota controcorrente rispetto alle aperture della Direzione Antimafia di Franco Roberti e al (prudente) sostegno del presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone.

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Sicilia, è strage di alberi nel Ragusano: “Iniettano diserbanti negli ulivi secolari”. E c’è l’ombra della “mafia dei pascoli” (Il Fatto Quotidiano).

Si materializzano nella notte, quando entrano nei boschi e nei campi per versare sostanze diserbanti sulle radici degli alberi, bruciandoli ed uccidendoli. Oppure utilizzano un trapano per iniettare direttamente dentro i tronchi liquidi tossici, che si espandono lentamente fino alle foglie. Il risultato è micidiale: alberi ancora giovani che si spaccano dal di dentro, disseccandosi, carrubi e ulivi secolari che si svuotano, si anneriscono e perdono le foglie. È una vera e propria strage di alberi quella che sta andando in onda in provincia di Ragusa: un attacco sistematico che si estende per 400 ettari nelle campagne intorno a Modica e Pozzallo.

 

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Nell’ex convento, la scuola di Don Ciotti contro la corruzione (La Repubblica).

Un centro di addestramento d’eccezione: un’antica Certosa con mezzo millennio di storia alle porte della Val di Susa. Una compagnia di allievi altrettanto fuori dall’ordinario: cittadini che si preparano a diventare sentinelle anticorruzione. Come? “Imparando a riconoscere i segnali della corruzione – spiega Leonardo Ferrante, referente anticorruzione civica di Libera – e a mettere in campo azioni di contrasto e prevenzione al fenomeno attraverso una vigilanza diffusa”.

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