“Sono proprio soddisfatta! Quest’anno sotto il mio albero ci sono almeno tre «affari»: la borsa griffata per mia sorella, l’orologio all’ultimo grido per mio marito e soprattutto quel pupazzo che mio figlio mi ha richiesto, si può dire ininterrottamente, da  almeno due mesi. Ho fatto bene ad ascoltare il consiglio della mia amica. Dal rivenditore che lei mi ha consigliato ho speso meno della metà che al negozio. Certo, ho patito un po’

il freddo, non ci sono mica i riscaldamenti davanti alla bancarella che è pure un po’ buia, ma i risultati sono molto soddisfacenti! In effetti non mi ha rilasciato uno scontrino, ma, che importa,  mi ha detto che posso cambiare tutto quando voglio e, cosa ancora più importante, mi ha assicurato che mi procurerà per l’Epifania quel portafogli che mia madre tanto desidera. Quanto è stato disponibile! Peccato che non lo troverò al solito angolo: l’altra sera i vigili l’hanno inseguito, lui è riuscito a scappare, ma là di certo non può tornare a lavorare. Chissà perché poi ce l’hanno con lui. E non sono i soli. Mio padre, quando gli ho detto quanto ho risparmiato, si è arrabbiato molto, ha detto che ho fatto rimpinzare o’sistema, ma io ho fatto solo affari con uno che lavora al freddo e al gelo… deve campare pure lui!”

Ogni anno le mafie guadagnano fior di quattrini dal mercato della contraffazione.

Questo  anche e soprattutto a causa di ragionamenti come quello sopra indicato, grazie a “persone normali”  che fanno “affari” sbagliati.

Simona Melorio

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