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“La compro perché è utile.

Mi fa sentire bene. Mi fa rilassare.

Grazie a lei, sento di acquistare una dimensione, non mi sento più schiacciato, insisto nel mondo, ci sono anch’io.

Sono morto a causa sua. Il mio corpo si è ritrovato improvvisamente senza forze.

Forse ne ho consumata troppa, forse l’hanno tagliata male, forse…”

“La vendo perché è utile.

Mi fa comprare quello che voglio. Mi fa sentire alla moda.

Grazie a lei posso permettermi la moto e la felpa di marca. Non sono più destinato ad accontentarmi di essere uno fra tanti.

Sono morto a causa sua. Mi hanno infilato tre pallottole, una dietro l’altra, in testa.

Forse mi sono spostato troppo al confine della zona degli altri, forse altri volevano prendere il mio posto, forse…”

“La traffico perché è utile.

Mi fa guadagnare cifre enormi. Mi fa essere importante in Italia e all’estero.

Grazie a lei ho fatto il salto di qualità. Ora sono uno stimato imprenditore. Ho investito lontano dalla mia terra dove girano tanti soldi, quelli veri.

Sono morto a causa sua. Il mio bunker di lusso è diventato la mia bara.

Forse ho lasciato tracce della mia latitanza, forse qualcuno ha parlato e così mi hanno trovato, forse…”

Ogni anno la droga miete migliaia di vittime, dirette e indirette, giovani e anziane, ricche e povere, istruite o ignoranti.

Tutti pensano di guadagnarci, tutti alla fine devono fare i conti con essa.

Anche per le mafie non è certo una forma di arricchimento a costo zero. Ha i suoi rischi concreti e i suoi pericoli.

Incide sul Pil e sul senso di insicurezza dei cittadini. Regala gioie effimere ed evanescenti. Genera dipendenza e crea occupazione.

È il problema del secolo; è l’affare per eccellenza dei criminali e non solo.

Prendere posizione contro di essa a livello internazionale significherebbe tutelare la vita di molta gente e spiazzare le mafie. Se ci fosse la volontà, forse ci sarebbe anche la forza, forse…

Simona Melorio

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