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Titolo: Quo vado?
Regia: 
Gennaro Nunziante
Soggetto:
Gennaro Nunziante e Checco Zalone
Anno: 2016
Paese di produzione:
Italia
Genere:
commedia


«Oltre 50 milioni di euro incassati e 7 milioni di spettatori in soli 10 giorni di programmazione».

7 milioni di persone che, tra un panettone e una partita a tombola, hanno deciso di correre al cinema a vedere il film di cui tanti, troppi, non facevano che parlarne con lo stomaco pieno di una comicità fin troppo agognata.

Così, la sala del cinema acquista le sembianze dello specchio di un’Italia che ha bisogno di aggrapparsi a qualcosa, a qualcuno, per boccheggiare.

Sono sufficienti le poche sequenze iniziali per scatenare un’ilarità incontenibile tra adulti, bambini e adolescenti.

Checco Zalone, il figlio di un «posto fisso», prende la sua bicicletta ogni mattina di ogni giorno per recarsi sul luogo di lavoro: esattamente di fronte casa.

Ridono. Tutti ridono. Le anime degli spettatori si allontanano lentamente cercando rifugio nell’impalpabile tempo della pellicola, che li circonda in un abbraccio, annebbiando le loro menti.

“Quo vado?” ha una destinazione ben precisa, curata nei minimi dettagli, l’autopsia dei cuori del XXI secolo, troppo spaventati e troppo distrutti per prendersi la briga di rinunciare a un semplicistico momento di distacco dalla realtà.

La storia non brilla ma non vuol brillare, perché tutto sembra scorrere con una semplicità “studiata”.

Le riforme che gli italiani tanto temono, improvvisamente calano il sipario su una vita di vizi e agi, costringendo il protagonista a un viaggio senza fine, saltando da un posto di lavoro a un altro sulla scia dell’esaurimento nervoso della dottoressa Sironi (interpretata da Sonia Bergamasco), il cui sogno è di costringerlo alle dimissioni.

Sulle note di “mafia, pizza e maccheroni”, Zalone incontra l’amore, con cui finirà per tornare in Calabria con il ruolo di ausiliario della guardia forestale per sequestrare gli animali dalle mani irregolari della criminalità organizzata.

Una storia costruita per far sorridere in un momento in cui sorridere è diventato difficile, anche se si tratta di una comicità a tratti banale.

Forse, se sorridere è la cura, tutto è lecito.

Rita Annunziata

Per approfondire:
1. LA SCHEDA DEL FILM SU ‘MY MOVIES’
2. LA RECENSIONE DEL FILM SU ‘BEST MOVIE’

Rita Annunziata, laureata in Scienze della Comunicazione. Redattrice per il giornale online Nationalcorner.it (2014) e per Metronapoli.it (2015), frequenta attualmente un corso di Laurea Magistrale in Politiche europee e internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Dopo un periodo di studi presso l’Università Pontificia Giovanni Paolo II di Cracovia, ha frequentato un corso di Introduction to Journalism dell’Università di Strathclyde (Glasgow). Fotografa e videomaker, gestisce altresì un blog sulla piattaforma Style.it, sito ufficiale dell’editore di Vogue, Glamour e Vanity Fair.

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