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Titolo: Una storia semplice
Autore: Leonardo Sciascia
Anno: 1989


66 pagine. Un titolo rassicurante.

Sembra il libro adatto per fare una lettura impegnata senza impegnarsi troppo.

Eppure il titolo non risponde minimamente alle aspettative.

“Una storia semplice”.

Non c’è niente di semplice in questa storia in cui si confondono le responsabilità, si scambiano i ruoli e il bene e il male si mescolano tra loro, travalicando i confini, traboccando l’uno nello spazio dell’altro.

A guardar bene, l’unica cosa semplice è il male nella sua banalità. È un male che non ha dietrologie o complessità. È un male che si spiega con il cinismo della convenienza, della tutela dei propri affari. E sono affari loschi gli affari della “congrega”, così ben delineata, così poco espressamente citata.

La congrega, la banda è un’organizzazione mafiosa che mette dentro tutti: malavitosi conclamati, uomini di chiesa, esponenti dello Stato. È un’organizzazione forte perché si relaziona coi poteri forti, perché si avvale di pezzi importanti di tali poteri.

La sua forza spaventa, inchioda al silenzio uomini del popolo e uomini delle istituzioni, lasciando generare il mito della omertà siciliana, di una Sicilia in cui l’omicidio appare essere all’ordine del giorno agli occhi di chi vive lontano: “… i siciliani, ormai da anni, chi sa perché, si ammazzano tra loro”.

Una penna veloce, essenziale, asciutta, ma anche acuta e sapiente racconta che la verità vera è diversa da quella riferita dalle autorità del paese in cui si compie il delitto attorno al quale ruota tutta la narrazione. Tutto viene messo a tacere, tutto scorre normalmente nelle tinte fosche della menzogna e della rassegnazione.

E in questo groviglio di fatti, di colpe e di assoluzioni “urbi et orbi”, sembra che non ci sia nessun posto per nessuna giustizia.

Simona Melorio

Simona Melorio, dottore di ricerca in Criminologia. Ha scritto, tra l’altro, per edizioni Labrys Cultura di camorra (2010) e Anticamorrra silente. Dalla repressione alle Peer Courts(2012); per il vol. 3 dell’Atlante delle mafie,  Da Terra di lavoro a Terra dei fuochi: evoluzione criminale di un clan “sconosciuto”; per Limes, Rivista di geopolitica, Ottobre 2014, Politici ed imprenditori, radiografia della camorra casalese; per gli Annali dell’Università degli studi del Molise, 15/2013, Il cliché bio-antropologico e pauperistico nello studio dell’eziologia delle camorre.L’esempio dei “sistemi” casalesi; per Narcomafie, Novembre 2014, L’importanza di dialogare sulle mafie

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