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Angelo Vassallo è stato Sindaco della città di Pollica, comune in provincia di Salerno, per tre mandati: dal 1995 al 1999, dal 1999 al 2004 e dal 2005 al 2010. Nel 2010 si era presentato per un quarto mandato: unico candidato, è stato rieletto con il 100% dei voti.

Esponente del Partito Democratico, in passato era stato anche consigliere provinciale a Salerno. Ha ricoperto anche la carica di presidente della Comunità del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, nonché quella di Presidente della Comunità Montana Alento Monte Stella.

Nel 2009 Angelo Vassallo si era fatto promotore della proposta di inclusione della dieta mediterranea tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità. La proposta è stata accolta dall’UNESCO nel 2010. Vassallo era noto come il “sindaco pescatore” per il suo passato di pescatore e per l’amore per il mare e la terra.

Ambientalista convinto viene ricordato anche per le sue ordinanze singolari. Nel gennaio 2010 firmò un’ordinanza che prevede una multa fino a mille euro per chi viene sorpreso a gettare a terra cenere e mozziconi di sigarette. Esempio di rigore nel rispetto della legge, con modi severi e fermi. Uno degli obiettivi della sua azione amministrativa è stato il riconoscimento per le acque di Pollica: le più premiate con le 5 vele della Bandiera Blu di Legambiente e Touring club.

La sera del 5 settembre 2010, mentre rincasava alla guida della sua auto, Angelo Vassallo è stato barbaramente ucciso per mano di uno o più attentatori. I suoi assassini sono ancora ignoti.

Il 19 gennaio scorso – lo scrive l’ANSA – la Procura di Salerno ha iscritto altre tre persone nel registro degli indagati nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Angelo Vassallo. Per quell’assassinio era indagato solo Bruno Humberto Damiani, detto “il brasiliano”, detenuto per spaccio di droga ed estorsione, ritenuto dagli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia legato agli ambienti della criminalità organizzata del Rione Scampia di Napoli. Tutti – scrive ancora l’agenzia – sarebbero accusati di omicidio in concorso aggravato dalle finalità mafiose. Sarebbe stato un pentito, un giovane ritenuto affiliato a un gruppo criminale del quartiere Pastena di Salerno, a raccontare agli inquirenti del coinvolgimento del brasiliano nell’assassinio, circostanze che Damiani ha sempre negato.

(Le informazioni e l’immagine sono estratte dalla biografia pubblicata sul sito della fondazione ‘Angelo Vassallo Sindaco Pescatore’)

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