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È stata inaugurata negli ultimi giorni una targa in memoria di Federico Del Prete, sindacalista ucciso dalla camorra il 18 febbraio 2002 a Casal di Principe, nel casertano.

A scoprirla, nel giorno del 14esimo anno dalla sua scomparsa, il sindaco della città Renato Natale, il Presidente onorario della F.A.I. Antiracket, Tano Grasso, i famigliari di Del Prete e i membri di diverse associazioni del territorio tra cui il comitato ‘Don Peppe Diana’ e il Coordinamento campano dei famigliari delle vittime innocenti.

‘Largo Federico Del Prete’. Si chiamerà così d’ora in avanti via Baracca, il luogo dove fu ucciso per mano di camorristi. Federico Del Prete era un venditore ambulante e sindacalista del Sindacato Nazionale Ambulanti. Ben presto dovette affrontare circostanze non facili nelle aree mercatali, ambienti da sempre soggetti all’azione della camorra, ambiti in cui il giro delle estorsioni era – ed è – fortissimo.

Con i suoi esposti Del Prete ha denunciato il fenomeno illegale che serpeggiava tra i mercati rionali. “Federico che aveva denunciato il racket delle buste di plastica nei mercati, il giorno dopo doveva testimoniare in un processo che vedeva alla sbarra un vigile urbano di Mondragone, Mattia Sorrentino, accusato di riscuotere il pizzo nel mercato di Mondragone” scrive ‘La Repubblica Napoli’. Nel 2009 un pentito di camorra, Antonio Corvino, reo confesso dell’omicidio, è stato condannato a quattordici anni di reclusione.

La scelta di Federico Del Prete di denunciare situazioni di illegalità diffusa è sicuramente stata una azione encomiabile. Una scelta che, purtroppo, ha pagato con la vita. Se in quella decisione non fosse stato solo, forse ora non staremmo qui a commemorare una vittima innocente di camorra.

Oggi, a diversi anni di distanza, possiamo dire che le cose sono diverse, che c’è più sensibilità verso questi temi, c’è più coraggio da parte dei cittadini e soprattutto ci sono tante realtà associative che sostengono chi è intenzionato a denunciare il “pizzo”, così come qualsiasi altra forma di violenza da parte di camorristi (e non solo).

Quella di Del Prete deve essere ricordata come una azione esemplare che però deve diventare comune. Deve essere lo stimolo per tante persone che ancora sono soggette a limitazioni di libertà nel loro lavoro, nella propria vita privata, nell’essere uomini, donne, cittadini.

Tutti devono conoscere la figura di Federico Del Prete non soltanto perché vittima innocente di camorra ma soprattutto perché uomo dal profondo senso civico dimostrato con azioni pericolose per la sua stessa vita.

Alessandro Bottone

  1. ‘UNA TARGA PER RICORDARE FEDERICO DEL PRETE’ DA ‘LA REPUBBLICA NAPOLI’
  2. LA LETTERA DI GENNARO DEL PRETE, FIGLIO DI FEDERICO, A ‘IL MATTINO’
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