Tag

, , , , , , ,

Parlare e raccontare la mafia, anzi le mafie, oggi significa anche sperimentare linguaggi diversi da quelli tradizionali. Un esempio?

La mostra ‘Mc Mafia’ inaugurata due giorni fa a Cosenza. È una “vetrina sul fenomeno criminale e sull’impegno della società civile contro le mafie. Un excursus storico e socio-culturale raccontato con i fumetti” scrive ‘Redattore Sociale’. In effetti oggi le “armi” della creatività, dell’ironia, insieme alla potenza delle immagini riescono a trasmettere a giovani (e non) un patrimonio di conoscenze non altrimenti fruibili. Basti pensare al fatto che, nei libri di storia sui quali i più giovani (studenti delle scuole medie e superiori) “si fanno le ossa”, non si parla affatto di mafie, e, se lo si fa, queste vengono ridotte a fenomeni marginali. Paradossalmente, per capire le mafie è preferibile andare ad una mostra come questa piuttosto che a scuola!

Ma, al di là dei paradossi, non va sicuramente trascurata un’altra dimensione assunta dall’antimafia civile: gli incontri che avvengono ogni giorno nelle nostre scuole e che vedono coinvolte migliaia di studenti sin dalla tenera età. Parlare di mafia  nelle scuole significa permettere loro di creare una coscienza maggiormente matura rispetto a un tema considerato tabù fino a qualche tempo fa. Solo un associazionismo forte è riuscito a far crollare questa cattedrale di omertà e ignoranza. Oggi la situazione è completamente ribaltata, basti pensare a quanti progetti le associazioni che afferiscono alla FAI hanno attivato nelle scuole italiane per sensibilizzare i giovani su estorsione e usura.

Parlando di educazione alla legalità è bello ricordare anche il progetto portato avanti da Polizia di Stato e Baci Perugina contro il cyberbullismo. Lo scorso dicembre a Napoli attraverso la rappresentazione teatrale da titolo «Like – Storie di vita online» sono stati coinvolti oltre 400 studenti delle scuole partenopee al fine di istruirli sulle inside del web, ma soprattutto su come evitarle.

E non dimentichiamo nemmeno l’importanza del 21 marzo, la giornata dedicata alla memoria delle vittime innocenti di criminalità. Quest’anno lo slogan lanciato dall’associazione ‘Libera’ è “Ponti di memoria, Luoghi di Impegno”. In ogni capoluogo scenderanno in piazza centinaia di persone: i primi ad essere coinvolti sono proprio gli studenti, dopo aver trattato alcune tematiche in classe con insegnati e attivisti.

Insomma, una conoscenza giusta aiuta a scegliere meglio. Da una parte il lavoro di magistrati e forze dell’ordine. Dall’altra i cittadini e gli studenti. Al centro una parte altrettanto fondamentale: quella dell’informazione e dell’educazione.

Alessandro Bottone

1. LA MAFIA RACCONTATA A FUMETTI DA ‘REDATTORE SOCIALE’
2. POLIZIA DI STATO E BACI PERUGINA NELLE SCUOLE CONTRO IL CYBERBULLISMO DA ‘IL MATTINO’
3. IL PORTALE ANSA DEDICATO ALLA LEGALITÀ

Annunci