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Il reato di spaccio di sostanze stupefacenti è uno dei più contestati ai mafiosi. In Italia la vendita di droga è la principale fonte di reddito per centinaia di sodalizi criminali di matrice mafiosa. Le organizzazioni mafiose entrano nel mercato della droga perché conviene, anche se è pericolosissimo. Le attività di prelievo, lavorazione e vendita di sostanze stupefacenti sono illegali: pertanto sono contrastate dallo Stato e punite anche con severità. Tuttora vige una condizione di proibizionismo ma nonostante ciò il consumo risulta essere notevole su tutto il territorio nazionale. Le mafie, anche su questo, rispondono a una domanda che, su alcune sostanze e in alcune aree del paese, è anche in crescita. Oggi il contrasto all’uso delle droghe non riguarda soltanto l’aspetto repressivo (forze dell’ordine e magistratura), ma anche quello preventivo, attraverso il coinvolgimento di tutta una serie di servizi e competenze (asl, centri d’ascolto, scuole). Di fronte a tutto ciò fanno rizelare tutte le “uscite” che possano avvicinarsi all’idea di legalizzare – e quindi non più contrastare – l’uso di alcune tipologie di droga, quelle “leggere”. Henry John Woodcock, pm dell’Antimafia presso la Procura della Repubblica di Napoli, qualche giorno fa ha detto: “Le droghe leggere sono per la criminalità organizzata una fonte di arricchimento e un serbatoio di manovalanza. E anche un danno per lo Stato. A questo punto, meglio liberalizzarle. Si eviterebbero anche tanti omicidi”. Siamo davvero pronti per farlo? Cosa serve al Paese per iniziare a discutere sull’argomento? Politicamente i giochi sembrano essere fermi: nessuna forza politica, al momento, sembra appoggiare l’idea della liberalizzazione per alcune sostanze, e ancor di più quelle della maggioranza che di fronte a un tema spinoso non sarebbero capaci di rispondere a eventuali e probabili rotture. Quando inizieremo a discutere su questo tema? È legittimo oggi poter scardinare la cultura del proibizionismo anche con tesi diverse? D’altronde leggendo i rapporti degli organi competenti i risultati sembrano non essere chissà quanto positivi dopo anni di “contrasti”.

Alessandro Bottone

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  2. ‘WOODCOCK: LEGALIZZARE LE DROGHE LEGGERE’ DA ‘LA REPUBBLICA NAPOLI’
  3. RELAZIONE ANNUALE 2015 SULL’USO DELLE DROGHE IN ITALIA
  4. ‘COLTIVARE DROGA COSTITUISCE REATO’ DA ‘ANSA’
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