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Titolo: Un boss sotto stress
Titolo originale: Analyze that
Regia: Harold Ramis
Soggetto:  Peter Tolan, Peter Steinfeld, Harold Ramis
Anno: 2002
Paese di produzione:
Stati Uniti d’America
Genere: commedia


Paul Vitty (interpretato da Robert De Niro) è un potente boss di New York. Dopo tre anni di reclusione presso la prigione di Sing Sing e diversi tentativi di assassinio contro di lui, decide di inscenare dei forti disturbi psichici per poter uscire di prigione, finendo per incastrare nuovamente la sua vita,  questa volta con lo psicoterapeuta Ben Sobel (interpretato da Billy Crystal). Intimato dal procuratore distrettuale di prendere in custodia lo schizofrenico mafioso fino al giorno dell’udienza, l’ansioso dottore si ritroverà catapultato nel mondo della criminalità organizzata, saltando da una gag all’altra con il tentativo di sorvolare il già visto e già sentito.
«Ma tu chi sei?» «Chi sono? Sono Paul Vitty, il boss» [..] «Ma se non sei più Paul Vitty, il boss, chi sei?».
Uno studio psicologico alla ricerca delle radici di quella “psicopatia mafiosa” che sembra voler afferrare le caviglie del boss e trascinarlo nel baratro della criminalità, anche quando sembra poter affiorare il desiderio del cambiamento, della ribalta, dei “mai più”. Così, tra una seduta e un abbraccio fraterno, i due protagonisti finiscono per trovare nei loro più remoti ricordi un punto di contatto, che rende le loro storie simili fino a sfiorare l’inverosimile.
Il riconoscimento diventa la vera chiave del film di Harold Ramis: il riconoscimento di un padre mafioso, che è stato ucciso troppo presto per poter condurre il figlio lungo la via della purificazione, e il riconoscimento di un padre psicoterapeuta, che non ha avuto il tempo di ammettere la competenza di un figlio che desiderava seguire le sue orme unicamente per un’approvazione mai ottenuta.
Non mancano poi i tributi alle grandi pellicole della storia del cinema, a partire dal film “Gli intoccabili” (quando Paul risponde a Ben che gli piace «rompere le teste con le mazze da baseball», un chiaro rimando alla scena in cui De Niro uccide un traditore rompendogli la testa proprio con una mazza da baseball, nel film di Brian De Palma), fino a “Quei bravi ragazzi” (quando gli amici della Famiglia ricordano al boss il colpo all’Air France, in riferimento a Jimmy Conway, il ladro irlandese del film di Scorsese).
Come il gatto che si morde la coda, la mafia morde la mafia: la mafia dei tradimenti, degli inganni, dell’avarizia, distrutta da chi – forse – la mafia non vuol più “riconoscerla”.

Rita Annunziata

Per approfondire:
1. ‘UN BOSS SOTTO STRESS’ DA ‘COMING SOON’
2. LA RECENSIONE A CURA DI ‘FILM UP’

Rita Annunziata, laureata in Scienze della Comunicazione. Redattrice per il giornale online Nationalcorner.it (2014) e per Metronapoli.it (2015), frequenta attualmente un corso di Laurea Magistrale in Politiche europee e internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Dopo un periodo di studi presso l’Università Pontificia Giovanni Paolo II di Cracovia, ha frequentato un corso di Introduction to Journalism dell’Università di Strathclyde (Glasgow). Fotografa e videomaker, gestisce altresì un blog sulla piattaforma Style.it, sito ufficiale dell’editore di Vogue, Glamour e Vanity Fair.

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