Tag

, , , ,

Lo avevamo scritto un paio di settimane fa: l’omertà non è una caratteristica genetica degli abitanti del sud dell’Italia. Oggi, a conferma di ciò, le affermazioni di Santi Giuffrè, commissario nazionale antiracket : “Bisogna abbattere un tabù: non è vero che c’è omertà al Sud e non al Nord. Credo, invece, che questo rapporto vada quanto meno stabilizzato e messo alla pari, per un motivo: al Sud è la mafia che va dall’imprenditore, al Nord, invece, è lo stesso imprenditore che cerca il mafioso per ottenere dei servizi e quindi si crea un rapporto che è più difficile da rompere”.
Le estorsioni sono denunciate meno al nord che al sud, quasi che gli imprenditori del nord mettano nel conto di pagare anche le mafie. Il “pizzo” è un costo di impresa come un altro, anzi, per evitare problemi, tanto meglio “mettersi in regola” fin da subito.
Un maggiore capitale sociale, un minore familismo amorale non rendono la società del nord impermeabile alle mafie per varie ragioni. Innanzitutto perché in nome degli affari “non si guarda in faccia a nessuno” e poi perché, oggi più che mai, appare vero che nei luoghi in cui le mafie sono presenti da più tempo ci sono più “anticorpi”. Giù al sud c’è più “consapevolezza di uno Stato che sa dare ristoro e servizi, ma anche, aiuti economici agli imprenditori per farli ripartire, continua Giuffrè.
Sì, questa è la realtà della nuova frontiera della lotta alla mafia: gli imprenditori “coraggiosi”, quelli che rischiano la loro vita per non scendere a compromessi, per non cedere alle minacce dei prepotenti, ottengono un sostanziale aiuto dello stato e delle associazioni, un aiuto fatto di vicinanza, sostegno economico e legale.
Insomma, denunciare gli estorsori oggi è una possibilità concretamente praticabile. Non si è più soli. Esserne consapevoli è il primo passo per agire contro le mafie.

Simona Melorio

  1. ‘MAFIA, COMMISSARIO ANTIRACKET: “PIÙ OMERTÀ AL NORD CHE AL SUD”‘ DA ‘IL FATTO QUOTIDIANO’
Annunci