Titolo: Pulp Fiction
Regia: Quentin Tarantino
Soggetto: Quentin Tarantino, Roger Avary
Anno: 1994
Paese di produzione: Usa
Genere: thriller, drammatico, commedia


They had a teenage wedding, and the old folks wished them well.

You could see that Pierre did truly love the mademoiselle,

and now the young monsieur and madame have rung the chapel bell.

“C’est la vie,” say the old folks, “It goes to show you never can tell”.

 C’est la vie, canta Chuck Berry, mentre una scia di leggerezza si insinua tra le piaghe del film di Quentin Tarantino, e Vincent Vega (interpretato da John Travolta) e Mia Wallace (intepretata da Uma Thurman) si lasciano trascinare da una gara di twist durante una serata di droga e amori malati.

C’est la vie, ripeterebbero in coro, se potessero, tutte le vittime di questo percorso, che per vendetta, missione o noncuranza, hanno tirato il loro ultimo sospiro. Del resto, il titolo racchiude nel suo profondo l’intero intreccio che sta per dispiegarsi, portando alla luce quel genere “pulp” di situazioni macabre e cruente, nonostante gli effetti speciali primordiali.

Che “Pulp Fiction” sia un capolavoro della storia del cinema è indiscutibile; ciò che sarebbe opportuno analizzare è il modo in cui la mafia – terribile, eppur misericordiosa a volte – si insinua in un intreccio in cui si snodano tre episodi con un ordine cronologico sparso, a tratti di difficile comprensione.

Vincent Vega e Jules Winnfield (interpretato da Samuel L. Jackson) sono due malavitosi che tirano le fila dei progetti illegali del boss Marsellus Wallace (interpretato da Ving Rhames). In giacca e cravatta nera, come un’autentica spy story, uccidono, si innamorano, e sembrano perfino percorrere la strada della redenzione.

Intanto, all’Hawthorne Grill, una caffetteria di Los Angeles, una giovane coppia di rapinatori armati – Zucchino (interpretato da Tim Roth) e Coniglietta (interpretata da Amanda Plummer) – decide di architettare un colpo, ignari della presenza dei due killer professionisti. «[..] non voglio uccidervi, voglio aiutarvi», afferma Jules, raccontando del suo periodo di transizione e iniziando a recitare un passo biblico terrificante.

«Ezechiele, 25:17. Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che, nel nome della carità e della buona volontà, conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è, in verità, il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare, e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore, quando farò calare la mia vendetta sopra di te».

Eppure, l’intento di Jules di abbandonare la vita malavitosa viene interrotto e smussato da una serie di episodi che si trascinano lungo la linea del tempo in un percorso aritmico, lasciando sconcertato lo spettatore.

Così, la pellicola diventa una storia di mafia, di droga, di ricatti e tradimenti.

C’è l’episodio di Mia Wallace, che finisce in overdose dopo aver inalato erroneamente dell’eroina.

C’è l’episodio di Butch Coolidge (interpretato da Bruce Willis), un pugile cui viene ordinato dal boss Wallace di perdere volontariamente l’incontro, ma che decide di non perdere la propria dignità, finendo per scivolare nell’inferno del doppio gioco.

C’è l’episodio di Maynard e Zed (interpretati rispettivamente da Raffaele Uzzi e Teo Bellia), due sadici stupratori omosessuali.

Tutto tessuto intorno alle vicende dei due malavitosi e di una temibile valigetta nera dal contenuto sconosciuto.

E, alla fine, forse nemmeno la redenzione sarà sufficiente a salvare i cuori di chi ha tanto peccato.

Rita Annunziata

  1. LA SCHEDA DEL FILM SU ‘MY MOVIES’
  2. LA RECENSIONE A CURA DI ‘STORIA DEI FILM’

Rita Annunziata, laureata in Scienze della Comunicazione. Redattrice per il giornale online Nationalcorner.it (2014) e per Metronapoli.it (2015), frequenta attualmente un corso di Laurea Magistrale in Politiche europee e internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Dopo un periodo di studi presso l’Università Pontificia Giovanni Paolo II di Cracovia, ha frequentato un corso di Introduction to Journalism dell’Università di Strathclyde (Glasgow). Fotografa e videomaker, gestisce altresì un blog sulla piattaforma Style.it, sito ufficiale dell’editore di Vogue, Glamour e Vanity Fair.

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