Tag

, , , ,


Titolo: Felicia Impastato
Regia: Gianfranco Albano 
Sceneggiatura: Diego De Silva e Monica Zapelli
Produzione: Rai Fiction – 11 Marzo film
Anno: 2016
Paese:
Italia
Genere: biografico


Una donna minuta, una donna per nulla appariscente, una di quelle donne che non occupano spazio, che non si vedono. Una “fimmina’ nella Sicilia degli anni ’80 dedita esclusivamente alla casa, ai figli e al marito, un marito mafioso. L’aria che respira Felicia è aria mafiosa. Vive in un paese con grande densità mafiosa. Sposa un mafioso. Suo figlio muore per mano di un mafioso.
Quel ragazzo ribelle che si scontra col padre, affermando la bruttura della mafia,  la barbarie dei mafiosi. Un ragazzo arrabbiato con il mondo, furioso per la presenza criminale, veemente ma intelligente e coraggioso, determinato e fiero. Il figlio che inorgoglisce e preoccupa ad un tempo. La madre lo guarda, vorrebbe proteggerlo, ma non può.  Ad una mamma sono stati tanti poteri, ma non i super poteri, non la possibilità di salvare la vita ad un figlio.
Muore Peppino,  muore il figlio adorato. E Felicia non cede ai sensi di colpa di madre, allo strazio del corpo di un figlio martoriato, non cede perché, anche dopo morto, deve proteggere il figlio. Deve proteggerlo da un secondo omicidio, quello tentato dalle calunnie di chi dice che si è fatto esplodere,  deve proteggerlo da un terzo omicidio quello tentato da chi vuole farlo stare zitto definitivamente, giustiziando le sue idee,  soffocando il suo testamento spirituale. E da un terzo, quello dell’oblio.
Così la piccola donna, piccola e dimessa, occupa uno spazio, lo invade con le sue parole, con le sue richieste di giustizia.
Non si arrende Felicia. Urla le idee del figlio. Urla il nome del suo assassino.  Urla le miserie di chi fa finta di non vedere. Urla le prepotenze di chi usa la forza contro i deboli.
Convince Felicia. Convince i magistrati.  Convince pian piano anche l’opinione pubblica.
Resiste con dignità e determinazione,  con caparbietà e tenacia.
E vince.
Una donna, una piccola donna distrugge un sistema, crea speranze, scardina un’organizzazione di “masculi”.
Una splendida Lunetta Savino, che per troppo tempo abbiamo visto ingabbiata nella vetrina di “Un medico in famiglia, prende il volo con una interpretazione intensa e credibile che lascia in disparte gli altri attori, poco più  che complementi di arredo di un film per la TV costruito su di lei. Un film piacevole e mai melenso, forte e intenso.

Simona Melorio

  1. BOOM DI ASCOLTI PER ‘FELICIA IMPASTATO’ DA ‘PLAY 4 MOVIE’
  2. ‘CHI ERA FELICIA IMPASTATO’ DA ‘IL POST’
  3. IL FILM SULLA MAMMA DI PEPPINO, TUTTI I DETTAGLI DA ‘RAI NEWS’

Simona Melorio, dottore di ricerca in Criminologia. Ha scritto, tra l’altro, per edizioni Labrys Cultura di camorra (2010) e Anticamorrra silente. Dalla repressione alle Peer Courts(2012); per il vol. 3 dell’Atlante delle mafie,  Da Terra di lavoro a Terra dei fuochi: evoluzione criminale di un clan “sconosciuto”; per Limes, Rivista di geopolitica, Ottobre 2014, Politici ed imprenditori, radiografia della camorra casalese; per gli Annali dell’Università degli studi del Molise, 15/2013, Il cliché bio-antropologico e pauperistico nello studio dell’eziologia delle camorre.L’esempio dei “sistemi” casalesi; per Narcomafie, Novembre 2014, L’importanza di dialogare sulle mafie

Annunci