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Titolo tesi: La zona grigia

Autore: Antonio Librera
UniversitàUniversità degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli

aa: 2014/2015

La tesi in oggetto prende in analisi diverse fasce intermedie che collegano mondi e contesti apparentemente inconciliabili tra loro. Per quanto concerne la criminalità, tramite lo studio di autori quali Edwin H. Sutherland, essa si propone di analizzare la zona grigia dei colletti bianchi, e dunque le relazioni tra mondo imprenditoriale e mondo mafioso e/o criminale, la zona grigia tra economia legale e illegale, e i cosiddetti “mercati grigi”, che vedono all’opera associazioni private o statali con altre criminali. L’idea era quindi quella di mostrare un aspetto della criminalità ignorato, una criminalità dei potenti, che non nasce da povertà, non si sviluppa in base ad una necessità di pura sopravvivenza, ma su una cupa ingordigia. Inoltre la tesi pone un focus sulle zone degradate, i ghetti, quelli che Vincenzo Ruggiero definisce “altrove sociale” e sul nostro meccanismo inconscio di etichettare alcuni individui come “criminali” solo perché appartenenti a determinati ambienti culturali, quali appunto i ghetti. Essa vuole dunque proporsi come una sorta di lente d’ingrandimento su quei fenomeni sociali come i comportamenti delinquenziali, che troppo spesso noi, in perfetta sintonia con una ormai antiquata branca della criminologia, tendiamo a bollare superficialmente ed erroneamente come appartenenti in maniera esclusiva a classi degradate. Dunque in questo tratto l’obiettivo che la tesi in oggetto si pone è quello di decostruire uno stereotipo nato nei primi decenni del Novecento, ma che resiste tutt’oggi. E ci mostra come in verità le cosiddette classi dei potenti non siano affatto estranee a comportamenti delinquenziali, dai quali spesso si generano ripercussioni maggiori per la collettività ma allo stesso tempo una minore riprovazione sociale.

La frase: “L’uomo d’affari, il colletto bianco, si considera un cittadino rispettabile e così appare superficialmente anche al resto della collettività. Un elegante uomo d’affari, pulito e ordinato, la distinzione immediata col criminale professionale, sporco e impuro, che spesso proviene da uno di quegli altrove sociale, ha anche natura morfologica agli occhi della società.” (pag 32)

Parole chiave: colletti bianchi, delitti dei potenti, mercato grigio, mafia, economia informale, altrove sociale

L’autore oggi: laureato in Scienze della Comunicazione.

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