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Titolo: Il sistema
Regia: Carmine Elia
Soggetto: Sandrone Dazieri e Valter Lupo
Sceneggiatura: 
Sandrone Dazieri e Valter Lupo
Produzione: Rai Fiction e Italian International Film
Paese di produzione: Italia
Anno:
2016
Genere: poliziesco


Il sistema è un poliziesco “strano” per il pubblico italiano e in particolar modo per quello della prima rete della Rai, normalmente abituato a storie lentissime e con scene quasi mai sanguinose. Partiamo da un elemento: sarà girata la seconda serie. I numeri degli ascolti della prima hanno convinto produttori e autori a investire sul sequel. Una nuova produzione che partirà sicuramente dalla figura cardine di Daria, la mente “finanziaria” di tutte le operazioni della banda di criminali, fascisti nostalgici che risiedono a Roma e che proprio nella Capitale hanno creato un “sistema” che permette loro di importare droga dall’estero e rivenderlo a clienti sulla penisola. Il tutto grazie all’aiuto di imprenditori “ambigui” che permettono di legittimare consistenti spostamenti di merce e di firmare “bolle” solo formalmente valide. Quelle stesse strade romane sono, però, percorse dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza che investiga su ogni loro mossa anche grazie a un infiltrato. Intercettazioni telefoniche, ambientali, conti correnti al vaglio, appostamenti, inseguimenti, operazioni pianificate e poi annullate all’ultimo secondo. Sembra quasi una di quelle serie tv americane in cui si mostrano inquirenti perennemente in riunione davanti a schermi enormi e dispositivi supertecnologici, di poliziotti che si guardano appena negli occhi. Una di quelle storie in cui tutti, chi prima chi dopo, sbattono la porta in faccia al collega. Di italiano c’è, invece, la figura incombente del magistrato che riporta le pressioni continue della Procura sugli inquirenti e che a tratti sembra ricoprire la parte del “cattivo” nei loro confronti, dando fretta sui tempi e specificando i “costi”, umani e non, della maxioperazione in corso. Un tentennamento che ha accompagnato i primi sei episodi della serie e che provoca rabbia tra gli stessi investigatori, quelli costretti sempre a giocarsi l’ultima carta, che sembrano perdere per poi ritrovarsi miracolosamente a vincere. Il sistema è un po’ tutto questo. Al di là della “confusione” continua tra il registro italiano e quello pseudo-americano, a non convincere è la modalità con la quale si parla di criminalità organizzata e dei fenomeni a essa collegati. C’è troppa superficialità in questa miniserie rispetto a un argomento impegnativo come quello dei sodalizi criminali che fanno affari insieme a imprenditori e rappresentanti delle istituzioni corrotti. E l’apice di questa scarsa profondità lo si raggiunge nel momento in cui si sceglie di creare una storia d’amore tra uno degli inquirenti e una del gruppo dei criminali. Per accontentare il pubblico di Rai Uno si è sacrificato altro dando per scontato certe dinamiche, come l’apporto significativo derivante dalle mosse del politico dai mille agganci. Avrebbe dovuto spiegare meglio i rapporti esistenti tra quest’ultimo e la banda di criminali e di come questi siano stati capaci di individuarlo. E in particolare sarebbe utile capire perché un uomo dell’alta politica e delle istituzioni si renda disponibile a certi reati. L’obiettivo è individuare l’ultimo anello di una catena che porta fino al “sistemista”, colui che sfugge e a cui si dà la caccia fino alla cattura. Al suo annientamento, però, il baricentro si sposta su un’altra figura, questa volta oltre i confini. Il sistema non muore: anzi, riesce a rigenerarsi nonostante contrasto e perdite.

Alessandro Bottone

  1. RIVEDI LA MINISERIE ‘IL SISTEMA’ IN STREAMING SUL SITO DI RAI.TV
  2. LA SECONDA STAGIONE DE ‘IL SISTEMA’, LE PREVISIONI DI ‘TELEVISIONANDO’
  3. LA RECENSIONE A CURA DI ‘BLOGO’ 

Alessandro Bottone. Classe 1992. Nasce a Parma, ma vive a Napoli da quando aveva tre anni. Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli con una tesi sulla criminalità mafiosa nella periferia est di Napoli. Collaboratore de ‘Il Mattino’ di Napoli. Si occupa di cronaca. Collabora (e ha collaborato) anche con altre testate giornalistiche. Interessato ai diversi settori della comunicazione: dalla pubblicità ai social network. Cura l’organizzazione di eventi e collabora attivamente con realtà sociali del territorio, a partire da ‘Libera, contro le mafie’. Tra le passioni: giornalismo, scrittura, logistica, grafica, comunicazione, attivismo. E l’antimafia, ovviamente.

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