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Sembra l’atteggiamento più utilizzato in questo periodo.
Non vado a votare perché sono rassegnato.
Non mi candido perché sono rassegnato.
Non mi sconvolgo del morto ammazzato a terra sotto casa mia perché sono rassegnato.
Pago il pizzo perché sono rassegnato.
Lascio che tutto scorra, che tutto accada perché sono rassegnato.

Sono rassegnato e perciò mi faccio i fatti miei, mi curo il mio orticello e non mi importa di nulla altro.
E di che dovrei interessarmi? In questa melma è meglio vedermi le mie cose. Qua i politici rubano, la polizia lascia sparare e la violenza impera e che ci posso fare?
Posso sopravvivere, tenere la testa fuori dall’acqua.  Non partecipare. Perché farlo? Rinunciare alla democrazia, ma perché esiste?
E se c’è una carta a terra, la butto anche io, e se c’è una macchina in divieto di sosta, metto anche la mia, e se qualcuno imbroglia, imbroglio anche io.
Basta conoscere le persone giuste. Sono le stesse che sparano? Quelle che rubano? Sarà … ma con me si sono sempre comportati da signori.
La legge? Sì, sì, la rispetto, ma ogni tanto chiudo un occhio: un’eccezione che sarà mai?
Abbandono. Trascuratezza. Sciatteria. Indifferenza. Mafie.

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