Tag

, ,

Parlare di mafie significa spesso parlare di stereotipi.

Le popolazioni del sud dell’Italia, a causa di particolari caratteristiche, per ragioni genetiche o per derive sociali, sono state ritenute per lungo tempo fatalmente mafiose. La contrapposizione tra il “noi” e il “loro” ha avuto un grande seguito nell’opinione pubblica che ha imparato a leggere le mafie come perversioni di certi ambienti lontani, degenerazioni di alcune genìe distanti, crimini di gruppi etnici, isolati e circoscritti. Ma queste credenze entrano oggettivamente in cortocircuito con le notizie di cronaca degli ultimi vent’anni (almeno) che fanno registrare la presenza delle mafie ben lontano dalle regioni di tradizionale provenienza, sottolineandone la diffusione nel nord dell’Italia e anche all’estero. La permeabilità di società che si ritenevano non mafiose pone sul piatto il problema dell’interpretazione delle mafie. Crolla il castello argomentativo che per anni ha avuto la meglio e si comincia a guardare una realtà prima ignorata, provando a spiegarla senza pregiudizi, studiandola, per comprenderla a fondo.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO SU ‘IL MATTINO’ CLICCANDO QUI

Annunci