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Parigi, Bruxelles, Monaco, Nizza, Ansbach, Rouen.
Non hanno un bersaglio preciso: non colpiscono obiettivi sensibili.
Non sono riconoscibili: parlano la stessa lingua del popolo che insanguinano.
Non hanno un codice etico: uccidono chiunque si trovi a tiro, innocenti sopratutto.
Fanno paura, inutile negarlo.
Terrorizza il fatto di poter perdere la vita in un istante e senza motivo, per mano di combattenti dell’Isis, di uno stato islamico che è soprattutto criminalità.
Sono atti criminali, come estorsioni e traffico di droga, che lo rendono autosufficiente sul piano economico.
E poi la violenza.
Le armi.
Questo garantisce la tenuta dello “Stato del terrore”.
Allah non c’entra niente.
È solo propaganda.
L’Isis vende sogni, spaccia speranze a tutti i suoi combattenti.
Un esercito di illusi e raggirati.
Qualcuno in Italia esorcizza la paura sostenendo che il controllo del territorio da parte delle mafie tiene lontano gli attentati.
Dobbiamo ringraziare i nostri criminali perché tengono sotto scacco i criminali dell’Isis?
No. Niente di più sbagliato!
I camorristi fanno affari con loro, comprano droga e vendono armi.
Li foraggiano.  “Sostengono” economicamente la loro causa.
Pensano solo al denaro questi infami di casa nostra, sono ignoranti e menefreghisti e, come è avvenuto anche col traffico dei rifiuti, mettono a repentaglio vite in cambio di soldi.
E quando due tipi di assassini come questi si incontrano non c’è da stare più tranquilli.
Chissà se qualcuno di loro, qualche mafioso delle nostre parti, illuminato sulla strada di Damasco, invertira’rotta,  chiudendo i “rubinetti ” ai criminali che, per copertura, inneggiano ad Allah…
C’è da sperarci.
Non c’è da crederci.

Simona Melorio

  1. COSÌ LA CAMORRA AIUTA I TERRORISTI DELL’ISIS, DA ‘INFILTRATO.IT’
  2. SAVIANO: “DROGHE LEGGERE, MERCE DI SCAMBIO TRA TERRORISTI E MAFIOSI”, DA ‘IL FATTO QUOTIDIANO’
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