“Sul ppe sta cosa c’aie ritt, t’avess spara’ in vocca!”
Questo il tormentone di una divertentissima gag di Made in sud interpretata da Gigi e Ross.
I due comici, facendo il verso a Gomorra la serie, interpretano due spietati camorristi che comandano in un quartiere di Napoli e sono pronti ad uccidere per un’occhiata che reputano sbagliata, per un gesto, per antipatia, per… niente.
Il camorrista detta legge nel suo quartiere e si arroga il diritto di vita e di morte su chi lo circonda.
La violenza del linguaggio intima la sottomissione degli altri perché alle parole seguono i fatti, fatti di sangue.
La violenza fisica e verbale è la loro forza, la loro caratteristica, la loro specificità.
La loro, signor Presidente, la loro.
Le istituzioni non devono confondersi con loro.
Lei non deve confondersi con loro.
Un linguaggio violento da un rappresentante delle istituzioni spiazza e spiazza ancora di più quando il destinatario della verbalizzazione violenta è un organo che combatte la mafia.
Signor Presidente, la Commissione parlamentare antimafia nasce nell’intento di comprendere e combattere le mafie.  Studia, analizza, mappa, propone soluzioni.
Dire frasi come quelle di ieri al “capo” di quella Commissione, signor Presidente, sembra una chiamata alle armi anche contro ciò che quella istituzione rappresenta.
Non si può correre il rischio di generare confusione in chi la ascolta, in chi vede lei come punto di riferimento istituzionale.
Signor Presidente, ci dia lumi, ci dica che in fondo era una goliardica affermazione di cui si pente.
I suoi elettori e i suoi cittadini lo apprezzeranno e capiranno da che parte stare: con lei o contro di lei, ma in ogni caso contro le mafie.

Simona Melorio

Annunci