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Oggi la Campania si sveglia a suon di blitz. A Napoli, nel pieno centro della città e nell’area nord. E poi anche in diversi comuni in provincia di Avellino. Dai primi lanci dell’ANSA apprendiamo che nel cuore del capoluogo campano c’erano “bimbi per confezionare dosi di cocaina o per consegnarle”. Una indagine dei Carabinieri, coordinati dalla Dda di Napoli, che “eseguono un’ordinanza di custodia cautelare a carico di quarantacinque persone contro il clan Elia”, si legge. Una storia di racket ai danni di un ristoratore che “era costretto dai capi clan a regalie, mentre il pizzo era imposto anche ai gestori di diverse piazze di spaccio. Le persone sono ritenute a vario titolo responsabili di associazione di tipo mafioso e di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio di droga, estorsioni e detenzione e porto illegale di armi, reati aggravati dal metodo mafioso”. La Polizia di Stato, invece, sta dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di diciassette persone alle quali sono contestati i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso e di associazione per delinquere finalizzata al traffico di quantitativi di sostanze stupefacenti. L’operazione, coordinata dalla Dda, è diretta contro il clan camorristico Amato-Pagano. Gli arresti sono avvenuti anche in Spagna. Due distinte organizzazioni camorristiche si sono spartite la gestione del mercato all’ingrosso della cocaina e hashish nell’area a Nord di Napoli. “Sono stati sequestrati – si legge – beni di ingente valore tra cui società ed attività commerciali a Napoli, Roma e Caserta. Sequestrate anche unità immobiliari, beni mobili, conti correnti. Ancora. Ad Avellino è in corso una vasta operazione antidroga. Cento carabinieri del Comando provinciale stanno eseguendo 11 ordinanze di custodia cautelare firmate dal Gip del Tribunale su richiesta della Procura. I destinatari dei provvedimenti devono rispondere di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti. Ecco lo Stato, quello che cerchiamo e reclamiamo ogni volta. Possiamo solo lontanamente immaginare il lavoro alle spalle di un blitz o di una operazione antidroga. La sinergia tra le diverse espressioni dello stato: forze dell’ordine, magistratura, istituzioni di monitoraggio e di repressione come la Dda. L’abnegazione di donne e uomini uniti nel combattere le mafie nelle loro diverse articolazioni. Ora è utile capire i danni che queste organizzazioni criminali di stampo mafioso hanno fatto su un territorio, come quello campano, che già sconta problemi annosi come quello di una disoccupazione elevata e scolarizzazione a macchia di leopardo. Sarà, quindi, utile capire se e come questi due ultimi fenomeni hanno inciso sul primo. E in particolare bisognerà agire per bonificare tutte quelle “zone” in cui la camorra si è fatta spazio rispondendo a delle “esigenze” con dei “servizi”. Il tutto con il beneplacito di imprenditori e figure che hanno preferito farsi corrompere solo ed esclusivamente per convenienza.

Alessandro Bottone

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