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La scomunica ai mafiosi di papa Francesco, la beatificazione di don Puglisi, le ripetute prese di posizione dei vescovi italiani, da qui parte Isaia Sales per la nuova edizione del suo “I preti e i mafiosi”, felice pubblicazione di qualche anno fa, oggi in libreria per Rubbettino.  E non c’è solo un cambio di copertina o di editore tra la vecchia e la più recente  versione di questo libro. C’è una nuova impostazione, nuovi interrogativi, nuove immagini che aiutano a comprendere meglio come sia stata possibile la fortuna delle mafie e dei mafiosi.
La chiesa istituzione da una parte, le chiese locali dall’altra vengono allo stesso modo prese in considerazione per sottolineare che non può bastare un atto eroico di un sacerdote per mettere le mafie all’angolo, né può essere sufficiente una soltanto formale presa di distanza dal fenomeno criminale da parte della istituzione centrale.
Occorre una sinergia tra la Chiesa e le chiese, una univoca denuncia delle mafie senza tentennamenti né insicurezze. Sales lo dice chiaramente, non può essere sconfitta la mafia se la chiesa cattolica non fa la sua parte. Perché i mafiosi sono religiosi, credono in dio, leggono i testi sacri, vanno a messa. Hanno una religione che ritagliano su di sé, secondo le loro stesse esigenze. Una religione di comodo, dunque, una religione che li apre alla propria società di appartenenza, che consente loro onore e controllo del territorio.
Numerose sono le storie che Sales racconta in questo libro. Storie di preti antimafia,  storie di preti che con la mafia sono scesi a patti e anche storie di mafiosi e del loro senso religioso.
Le storie accanto alla storia. Anzi la storia attraverso le storie. A questo l’autore ci ha abituato nei suoi libri: a viaggiare tra nomi e date, tra libri e saggi. Una penna che scivola tra storia e letteratura, tra analisi sociologiche e criminologiche, senza stancare mai.
Un libro serio, ma fresco, leggero nello stile e non nel contenuto. Un libro profondo che affronta non superficialmente una spinosa questione finora rimasta al margine, che evidenzia nuove responsabilità e nuove cause di diffusione dei fenomeni mafiosi.
Un libro che si legge tutto d’un fiato e che lascia senza fiato.
Un libro che si legge e si rilegge e lascia senza parole.

Simona Melorio

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