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_new_hope_home_slide_03.png«Lavoro, non beneficenza; solidarietà non assistenza caritatevole. Il lavoro è l’unico strumento per recuperare pienamente la dignità e la speranza che troppo spesso le donne migranti perdono nei loro difficili percorsi», afferma Radegonde Nizigiymana, primo presidente della Cooperativa Sociale newHope.

NewHope, nuova speranza, quella stessa speranza che spesso, troppo spesso, le vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale non conoscono.

Vittime, quelle donne, di una migrazione forzata.

Vittime delle mani sporche della criminalità organizzata.

Vittime di un sistema che non le tutela e che, finalmente, hanno potuto trovare un rifugio, un sostegno, una rinascita.

NewHope affonda le sue radici presso il centro di accoglienza Casa Rut, istituito a Caserta nel 1995 da tre suore Orsoline del S. Cuore di Maria con l’obiettivo di tendere una mano alle tante, troppe, donne immigrate condannate all’invisibilità sociale e umana.

«Non c’è scarto che non possa fiorire», è il monito del laboratorio di sartoria etnica.

E, infatti, ogni prodotto sembra rifiorire.

I colori sono forti, sgargianti, i tessuti sembrano poter sprigionare l’umanità, la forza, il coraggio, di tutte le dita che li hanno sfiorati.

E, insieme ai prodotti, fioriscono le donne che li hanno generati, in un concepimento condiviso di vita.

Una nuova vita.

Una rinascita.

 

Rita Annunziata

 

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