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Non ho mai amato la festa della donna.

Ho sempre pensato che fosse un modo per sottolineare ancora una volta una condizione di subalternità, insomma non c’è mai stata una festa degli uomini!

Non l’ho mai amata…

Forse perché mi sono sempre sentita più un cuore e un cervello che un corpo, insomma una persona a prescindere dagli attributi.  E agli strip del belloccio di turno non ho mai voluto partecipare: che imbarazzo avere davanti uno sconosciuto in mutande!

Non mi è mai piaciuto lo spirito della festa.

Poi la festa si è trasformata in giornata per ricordare le battaglie per i diritti del gentil sesso e ora è diventata un monito contro la violenza di genere: la giornata delle scarpe rosse, il tempo dell’affermazione del diritto a non essere uccise, soprattutto dai propri uomini.

Incredibile!

Nel duemila!

E ci dicono pure auguri!

Non mi piace proprio questa giornata.

Sottolinea la nostra debolezza fisica, la debolezza mentale di alcuni uomini e la assoluta affermazione di una cultura della violenza.

Violenza nelle scuole (bullismo), nelle strade (paranze) , sul posto di lavoro (mobbing), nello sport (partite truccate e tifoserie violente) , nella politica  (voto di scambio, clientele, prevaricazioni), in economia (speculazioni, truffe) .

Violenza contro minorenni (pedofilia e abuso di mezzi di correzione) , contro immigrati (razzismo) , contro disoccupati  (violentati nel loro diritto ad avere un ruolo nella società )…

E l’elenco è ancora lungo, ma devo fermarmi per non essere noiosa, forse lo sono già stata!

Il senso del discorso è che, in un mondo tanto violento, forse dovremmo preoccuparci di modificare l’approccio alla vita, piuttosto che solo quello alle donne.

E allora auguri!

Auguri a chi ogni giorno è capace di sentirsi , nonostante tutto, in debito e non in credito con la vita;

A chi sa stupirsi ancora per un uccellino che cinguetta o per un fiore che sboccia;

A chi riesce a sorridere del proprio presente anche se non tutto va bene.

Auguri a chi vive fuori dalla violenza e lo insegna ai propri figli;

A chi si oppone alle sopraffazioni anche se apparentemente non conviene;

A chi dice no alle mafie…

Donna o uomo che sia.

Simona Melorio

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