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Domani in tutta Italia saranno in migliaia a scendere in strada e nelle piazze per onorare il 21 marzo, la giornata dedicata alla memoria delle vittime di mafia. Ma anche la giornata dell’impegno. Sì perché è importante non solo ricordare chi è stato ferocemente ammazzato ma anche rendersi protagonisti di una voglia di un necessario cambiamento in una società come quella italiana nella quale la criminalità organizzata di stampo mafioso ha avuto importanti, spesso devastanti, ripercussioni. Saranno in strada per dire no alle mafie. Un “no” che non è solo, che sarà urlato e scritto su manifesti e striscioni. Un netto rifiuto ad ogni forma di violenza nella quotidianità.
Lo abbiamo detto diverse volte: per sconfiggere le mafie serve conoscenza e consapevolezza e solo scelte ferme e coerenti aiuteranno a sconfiggere fenomeni criminali che, in molti casi, condizionano interi contesti socio-economici. Le inchieste giudiziarie delle ultime settimane lo dicono chiaro: le mafie fanno ancora danni enormi, s’infiltrano nella politica e nell’imprenditoria e nei tessuti sociali più difficili. Domani è la giornata dell’orgoglio per chi combatte ogni giorno. C’è chi lo fa nel proprio lavoro, chi nel volontariato e quindi nel tempo libero, chi lo fa nella politica, e quindi nelle istituzioni. E’ la giornata dedicata a chiunque vuole impegnarsi concretamente in un percorso che coinvolge tutti, a partire dai più giovani che devono essere informati ed educati a pensare che il paese in cui stanno crescendo ha un problema chiamato “mafie” e che si può risolvere con azioni costanti e concrete. Insieme a chi lo fa per “mestiere” – magistrati, poliziotti, giornalisti, operatori dell’antimafia, ecc –  aiuteranno a togliere terreno fertile alle cosche, alle ndrine, ai clan. Tutti i giorni, non solo domani.

Alessandro Bottone

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