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Titolo: Song’e Napule
Regia: Manetti Bros.
Anno: 2013
Paese di produzione: Italia
Genere: azione, commedia, poliziesco

 

esp046-sang-e-napule«Avevo due sogni: raccontare il mondo dei neomelodici con il loro incredibile rapporto con i fan che conoscono uno per uno, come Facebook viventi, e portare i fratelli Manetti, con cui avevo fatto L’Ispettore Coliandro, a Napoli. Volevo che provassero tutte le specialità culinarie, e su quello mi hanno dato soddisfazione, e poi ero sicuro che avrebbero raccontato la città come nessun altro aveva fatto dai tempi di Nanni Loy. E così è stato».

Queste le parole di Giampaolo Morelli, sceneggiatore della commedia poliziesca “Song’e Napule”, nonché interprete del personaggio di Lollo Love, un cantante neomelodico napoletano, che tenta involontariamente di distruggere l’immensa mole di cliché secondo i quali dietro quella che da molti viene definita “l’industria del trash” si celano le mani corrotte, omicide, incurabili, della camorra. “Involontariamente” perché coinvolto inconsapevolmente in un’operazione di polizia da parte di Paco Stillo, in arte “Pino Dinamite” (interpretato da Alessandro Roja), poliziotto arruolato su raccomandazione e assegnato al deposito giudiziario che, a sua volta, si trova costretto a infiltrarsi nel gruppo musicale neomelodico per trovare e arrestare il boss latitante Cino Serracane (interpretato da Peppe Servillo), durante il matrimonio della figlia del boss di Somma Vesuviana, alla quale quest’ultimo parteciperà.

«Cantare non è il mio mestiere ma, sostenuto dalla musica di Peppe Servillo, ce l’ho fatta. Lollo Love lo abbiamo costruito mano a mano senza rifarci a qualcuno in particolare, ma cercando di rendere il cuore che questi cantanti mettono nel loro lavoro», ha infatti dichiarato Morelli.

Un film che è un continuo omaggio ai polizieschi degli anni ’70, dalla colonna sonora, alla figura temibile del Commissario antimafia Cammarota (interpretato da Paolo Sassanelli), all’inseguimento finale a bordo di un’Alfa Romeo Giulia tra i vicoli di Napoli.

Una Napoli in cui non può mancare l’amore. L’amore per la musica, l’amore per il buon cibo, l’amore coraggioso di chi inciampa e trova la forza e la fiducia in un’amicizia inaspettata o in un innamoramento improvviso.

Ma anche una Napoli della camorra spietata, delle ripercussioni, dei latitanti e delle ingiustizie.

Il tutto sullo sfondo di un matrimonio in attesa, che sembra puntualmente suggellare l’immagine opposta e contrastante dell’amore inconsistente di una famiglia mafiosa.

Rita Annunziata

Link di approfondimento:

La recensione su ‘Mymovies’.

“‘Song ‘e Napule’, neomelodici e camorristi al tempo della crisi”, su ‘Il Fatto Quotidiano’.

Festival internazionale del Cinema di Roma 2013, su ‘La Repubblica’.

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