​Il binomio mafie-economia non è nuovo. Fin dalla loro origine le organizzazioni criminali di stampo mafioso hanno occupato spazi dell’economia, proponendosi quali organizzatrici di affari criminali, tutrici di mercati illegali (come nel caso di prostituzione e gioco d’azzardo prima e, più recentemente, traffico di sigarette e traffico di droga). La novità degli ultimi venti anni sta nella loro presenza in spazi dell’economia legale.

I boss mafiosi, infatti, oggi non si limitano ad investire i proventi dei loro affari illegali in appartamenti e abitazioni di lusso, essi oggi occupano settori del mercato legale in cui investono per poter avere una “faccia pulita”, per poter dare spiegazioni delle loro ricchezze di fronte alla legge, per fornire un futuro non criminale ai propri discendenti e per assicurarsi un’alternativa qualora il mercato illegale non fosse abbastanza remunerativo.

 

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