Il punto249 | Napoli, «Stese» della camorra: il grido della periferia che scende in piazza

Una marcia per rispondere alle “stese” della camorra. Dopo diversi fatti criminali registrati nella periferia orientale di Napoli, scuole, parrocchie e associazioni hanno organizzato per giovedì 19 aprile una iniziativa a San Giovanni a Teduccio.

Dalle 10, con partenza dal Parco Troisi in viale 2 Giugno, cittadini e attivisti si metteranno in corteo per gridare un “no” forte e convinto alla camorra e alle brutali vicende della criminalità organizzata verificatesi nelle ultime settimane. La marcia, nata su iniziativa di diverse realtà di San Giovanni a Teduccio, vuole essere una occasione per rispondere agli atti camorristici rimasti in silenzio negli ultimi mesi.

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Il punto248 | Musulmani ed Europei nel primo numero di Limes 2018

C’è ancora una tangibile differenza di culture tra musulmani ed europei nell’epoca della globalizzazione?
O forse le differenze vengono usate come disuguaglianze prima e discriminazioni poi per alimentare conflitti che poco hanno di culturale e che nascondono in verità ragioni economiche?
La paura dell’immigrato in Italia si basa su ragioni concrete? Non è forse più bisogno di dare un volto alle proprie paure, la necessità di capire di chi doversi preoccupare piuttosto che preoccuparsi di una violenza che invece è utilizzata sempre più spesso da insospettabili?
E le integrazioni in Paesi stranieri sono possibili? O forse le uniche integrazioni solide sono fornite dalla criminalità, specie se organizzata?
Di questo e di molto altro si discuterà martedì 17 a Napoli.

CANNOCCHIALE | ‘NDRANGHETA padana

Titolo : ‘NDRANGHETA padana
Autore: Enzo Ciconte

Omertà, pizzo, infiltrazioni mafiose nel mondo della politica e dell’impresa; leggendo questi termini  risulterebbe automatico riferire tutto ciò al Mezzogiorno della nostra penisola. Eppure, le mafie, e soprattutto la ‘ndrangheta, non sono una questione esclusivamente meridionale ma negli ultimi anni tale fenomeno ha riguardato anche il settentrione d’Italia;  la ‘ndrangheta ha ancora molti lati nascosti e poco conosciuti della sua storia perché soltanto da poco tempo è diventata oggetto di studio e di ricerche. Per questo dopo essere stata sottovalutata per un lunghissimo periodo storico, continua ad essere la mafia meno studiata e conosciuta; tale sottovalutazione deriva dal fatto che per troppo tempo ci si è rivolti a questa organizzazione mafiosa con una visione parcellizzata e frammentaria, una visione che non ne ha fatto apprezzare la reale forza complessiva in termini di legami e connessioni con il mondo legale (istituzioni, politica, imprenditoria e pubblica amministrazione. In questo panorama il libro “ndrangheta padana”, scritto da Enzo Ciconte, si distingue per il fatto che tale realtà è descritta ed analizzata in modo dettagliato e meticoloso, facendo nomi e cognomi di politici, imprenditori e professionisti fortemente collusi con l’organizzazione mafiosa calabrese. Il libro nasce dall’intento di fare il punto sulla penetrazione ‘ndranghetista in Lombardia Continua a leggere

Il punto247 |Blitz antimafia a Bari: 25 arresti

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Finiscono le feste pasquali.
Finiscono i pranzi in famiglia, gli ulivi, le colombe.
Finiscono i rincontri, i ritorni, gli attimi fugaci di amore.
Tutti si sentono un po’ più pesanti, trascinandosi verso la propria inarrestabile routine.
Tornano i pensieri, le malinconie, le preoccupazioni.
E torna anche lei, la belva oscura rintanata nel suo brevissimo letargo.
Bari.
Blitz antimafia.
25 arresti.
25 presunti affiliati ai clan Strisciuglio e Mercante.
Dopo l’operazione di Bitonto durante la quale furono arrestate sette persone appartenenti ai clan Conte e Capriati, la Squadra mobile della Questura interviene ancora in un territorio dilaniato dalle guerre di mafia.
Contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravato dall’uso delle armi, ma anche due tentati omicidi aggravati dal metodo mafioso.
Omertà, furto, pizzo.
Cambiano i luoghi, ma non cambia la storia.
“Un macigno che pesa sulla capacità di sviluppo dell’economia e che alimenta una catena interminabile di illegalità”, ha commentato il procuratore aggiunto di Bari Francesco Giannella.
“Oggi le cose sono un po’ cambiate, perché i cittadini denunciano di più e hanno maggiore fiducia nella capacità dello Stato di intervenire e proteggerli”, hanno aggiunto gli inquirenti.
Una speranza che rincuora.
Perché finiscono le feste pasquali.
Ma la lotta no.
L’antimafia, no.

Rita Annunziata

 

Rita Annunziata, laureata magistrale in Politiche europee e internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi dal titolo “La Prostituzione Nigeriana. Viaggio all’interno della globalizzazione mafiosa in Italia”. Redattrice per “Class editori”, si occupa della produzione di trasmissioni televisive in onda sui canali della casa editrice e sui canali Mediaset e Discovery. Collabora inoltre come ricercatrice presso il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Il punto246 | I napoletani contro la camorra

“La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al pizzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”

Paolo Borsellino

 

La Pignasecca, luogo di commercio, dal pesce alla frutta, una piazzetta a pochi passi dall’ospedale dei Pellegrini e dalla metropolitana di Montesanto: non la fa da padrona la violenza e la criminalità; in questa piazza vi è una presenza di massa, una rete di legalità: i cittadini napoletani, i rappresentanti della Municipalità, l’associazione Antiracket ed il parroco sono scesi in piazza.
Il 26 marzo alle ore 17, alla Pignasecca, si sono riuniti tutti per ribellarsi ancora una volta alla malavita e al malaffare della camorra, per dire no all’indifferenza e all’assuefazione che alimentano le mafie, no alla paura e alle stese. Il rione Pignasecca si è sempre battuto per battaglie importanti, infatti è considerato luogo simbolo della lotta alla camorra ed in passato è stato dichiarato “un’area derackettizzata” dato che si è fortemente opposto al fenomeno del pizzo.
Ancora oggi, purtroppo, qualcuno pensa che i napoletani siano un popolo omertoso, ma non è così.  Fortunatamente, si vedono sempre più forme di protesta e ribellione alla criminalità organizzata. Non dimentichiamo che la camorra si alimenta soprattutto dell’omertà, quindi come afferma il presidente della II Municipalità di Napoli, Francesco Chirico: “Noi non arretriamo di un passo, bisogna denunciare, occupare gli spazi da sottrarre alla malavita e al malaffare e chiediamo che l’attenzione sia sempre massima”. Questa manifestazione è proprio la testimonianza di quanto i napoletani siano stanchi di “stare zitti”, non vogliono darla vinta ai camorristi.
“La camorra sarà pure forte, ma la sua vera forza sta fuori le organizzazioni, risiede nella mala politica, nella corruzione e nell’indifferenza delle persone” ha dichiarato, durante la manifestazione, l’assessore alle politiche giovanili Alessandra Clemente.
Allora denunciare a gran voce diventa fondamentale per rompere reti di connivenza e di complicità, per sradicare la malapianta della camorra.

 

Rosa Russo